martedì 22 maggio 2012

Storie solitarie: Il mal di testa




Devi far attenzione la prossima volta che attraversi la strada perchè non può esserci sempre papà. Devi imparare a sbrigartela da sola.....
A guardarti attorno......
E poi a casa non si fanno i capricci. Mamma ha il mal di testa. E lo sai che quando mamma ha il mal di testa non vuole sentire parlare nessuno. Spegne anche la televisione. Si anche la televisione le da fastidio.
Come la luce. La spegne. Se mamma ha il mal di testa spegne luce e televisione.
Se tu fai i capricci il suo mal di testa peggiora. Quindi non devi far i capricci, così mamma sta bene. Sta meglio insomma.
Ma mi ascolti quando ti parlo?
Non ti distrarre. Non giocare con le scarpine, sono nuove, così le sporchi.
A volte il mal di testa viene pure a me, lo sapevi? Anche io vorrei spegnere luce e televisione, ma c'è sempre qualcuno che parla, qualcuno o qualcosa che fa rumore. A volte si vorrebbe spegnere il mondo, ma non c'è l'interruttore.
E' difficile farsi passare il mal di testa. Quando diventerai grande lo scoprirai.
Tu non dovresti far i capricci nemmeno quando a papà fa male la testa, perchè se fai i capricci vuol dire che a papà non gli vuoi bene.
E' un papà che parla in metro alla sua bambina invisibile. In quel vagone lui dona le parole al vento, perchè non ci sono bambini ad ascoltarlo, solo assonnati pendolari.
 

PS: la foto è un'altra storia solitaria che si snocciola davanti agli occhi dei passanti, una storia differentemente dalla prima taciuta.

24 commenti:

  1. io leggo il tuo post ed inizio a farmi mille domande:che sarà successo a quell'uomo?quella bambina cui parla é solo immaginaria o prima c'era e adesso non c'é più?ma non c'é nessuno che possa aiutarlo?uff...

    RispondiElimina
  2. mi sono posta anche io le stesse domande

    RispondiElimina
    Risposte
    1. allora siamo in tre.. che cosa triste cara!

      Elimina
  3. Storie di solitudine.. E ce n'è tante, troppe purtroppo... La scorsa volta che venni a Roma, ero a Piazza Colonna, sotto ai portici della galleria Alberto Sordi, c'era un'anziana donna, credo fosse una senza tetto (purtroppo), era seduta su uno sgabellino da pescatore e a fianco aveva un treppiedi tappezzato da poesie sue, scritte in un italiano scorretto, tipico di chi non ha potuto studiare, e scriveva, scriveva il suo dolore... Ho la foto, la posteró.... La stessa sera, tornando da Trastevere, il bus siamo passatida Termini, e chiaramente era strapieno di senza tetto: una donna anziana, ha fatto i suoi bisogni in mezzo alla strada, nei suoi occhi la sofferenza della vita di strada, di una vita di stenti... Anche questa è l'Italia, l'Italia degli invisibili.....

    RispondiElimina
  4. si quel post scrivilo.... lo voglio leggere

    RispondiElimina
  5. Mi pongo le stesse domande e sento quella solitudine, come fosse mia.

    RispondiElimina
  6. Si lo faró, domani ne ho uno per l'anniversario di Capaci, ma il prossimo è sicuramente quello!!

    RispondiElimina
  7. la foto è triste ma contemporaneamente mi ispira tenerezza...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono due donne che vedo ogni mattina. Sono complici, si aiutano, si sostengono. Vederle insieme sono un bel quadro. Fanno molta tenerezza

      Elimina
  8. ooh che tristezza, a proposito , ho il mal di testa anche ora

    RispondiElimina
  9. Chissà cosa c'è dietro quel suo monologo, se una bimba c'è stata da qualche parte o è pura immaginazione.

    RispondiElimina
  10. secondo me quell'uomo parla ripetendo le frasi che ha sentito dire a lui da piccolo... mi vengono i brividi...
    di storie di solitudine, ai margini della società ce ne sono tante, sempre di più... si vorrebbe avere la possibilità ed il coraggio di aiutare tutti, magari con una parola, del cibo, una coperta... ma presi dalla nostra vita, dal nostro correre, andiamo oltre...
    mi è capitato non troppo tempo fa di vedere una signora seduta a una panchina che piangeva... non era una senza tetto... solo una signora un pò anziana che piangeva, mormorando qualcosa... avrei voluto sedermi li con lei e chiederle di parlarmi del suo dolore... di condividerlo, di alleggerirsi il cuore... non l'ho fatto, forse perchè ero con la mia bambina, forse perchè non ho avuto il coraggio... e me ne pento...

    RispondiElimina
  11. Un post che fa fermare a riflettere...

    RispondiElimina
  12. quanta solitudine, quanta umanità....
    un abbraccio bussola
    emme

    RispondiElimina
  13. Non dimenticherò mai la donna che passeggiando per le strade di un magnifico paesino in riva al mare della Sicilia, si batteva il petto urlando al vento "non piangere, non sei sola, sei hai l'amore allora hai tutto, non sei sola, perché piangi? hai chi ti ama, non piangere!" e lo ripeteva, lo ripeteva..all'infinito. Fa paura quanto possa essere forte un sentimento come la solitudine. :(

    RispondiElimina
  14. Ci racconti il seguito? Anche di fantasia purchè quell'uomo trovi la sua pace.

    RispondiElimina
  15. Forse la bambina c'era, non era visibile agli occhi tuoi, ma c'era.

    RispondiElimina
  16. ciao mi unisco alle altre commentatrici nel pormi le stesse domande.
    io vivo in un piccolo paesino di 400 abitanti dove siamo per metà parenti e per metà coniugi di parenti. ci conosciamo tutti e tutti sanno tutto di tutti. quando ero più giovane ho colto al volo la possibilità di trasferirmi in città per scappare da tutta questa confidenza ma oggi che ho qualche anno di più apprezzo la nostra piccola dimensione.
    Il mio non vuole essere un attacco personale o una critica però mi chiedo: ma chi abita in una grande città e vede queste cose perchè invece di raccontarlo e basta non fa qualcosa? qualcosa di piccolo e poco importante come un sorriso talvolta può rischiarare una vita intera. Forse in città questi rapporti umani si perdono?
    scusami lo sfogo

    RispondiElimina
  17. vengo anche io da un piccolo paese e ora vivo in una grande città.......sicuramente la città allontana.... rende in qualche modo un pò più distaccati.....
    però capisco kikka.... a volte rimani colpito dalla scena .... ma non sai cosa dire.... cosa fare.....
    inoltre a volte le solitudini in una grande città sono così tante che non sai come gestire

    RispondiElimina
  18. Anche io mi faccio le stesse domande...

    Una foto molto bella come qualità,ma che stringe il cuore.
    A presto

    RispondiElimina
  19. Sembra una storia così triste.

    Un abbraccio cara

    RispondiElimina
  20. Tesora, come stai? spero tutto ok!! Ti aspetta il post sugli invisibili, e anche due premi tutti per te e Fab!!
    Baciooooo!!!!

    RispondiElimina
  21. Un giorno vidi dal tram una donna che scriveva poesie dolcissime sui muri. Si firmava Melina e metteva il cuoricino al posto della "i". Viveva per strada. Non l'ho più rivista ma quelle parole le ho rilette ogni giorno per mesi. Che stretta al cuore. Me l'hai fatta ricordare e mi auguro che stia bene. Un abbraccio a te

    RispondiElimina
  22. GIURO!!! Dalla finestra si odono rondini garrire, apro il tuo blog e che ti vedo? La foto meravigliosa dell'header!...M'è preso un colpo, pensavo fosse un effetto speciale ahahahahah anche se non credo siano rondini quelle ritratte nell'immagine
    Bacioni...ma dove sei???????????????????

    RispondiElimina

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...