domenica 28 novembre 2010

un difficile confronto

E’ sabato sera, un’amica ci manda un messaggio di invito per una serata nella discoteca Boeme, dove il ragazzo fa una serata con il suo gruppo. Lui suona il basso.

Non abbiamo nulla in programma e decidiamo di andare. Si uniscono a noi anche Pi, il suo ragazzo e la sua collega.

Siamo in cinque, trent’anni a testa sulle spalle, 154 anni in totale, 1450 voglia di divertirci. Entriamo nel locale e ci bastano pochi secondi per capire che c’è una nota stonata.

Siamo noi la nota stonata.

Siamo noi terribilmente stonati e terribilmente out per quella serata.

Ci sembra di essere ad una festa di liceo, scopriamo in seguito di ritrovarci in una festa di matricole di Medicina, dell’università di Roma 2.

Le ragazzine sono tutte acchittatissime in succinti vestiti e tacchi misura 8. Hanno i capelli piastrati lisci o tenuti fermi da piccoli fermagli.

Alcune flirtano su un divanetto con un loro compagno, altre parlano tra di loro un po’ a disagio in mezzo alla sala. Ce ne sono altre che in quell’ambiente sembra ci siano nate.

Mi guardo e guardo le mie compagne e ho l’impressione che in un momento ci siano caduti un secolo di vita sulle spalle.

Loro hanno gambe lunghe, e un seno piccolo. In altre il seno è ben sbocciato. Quei corpi mi sembrano così giovani da dimostrare ancora meno dell’età che in realtà hanno.

Fab mi guarda e dice – Se nostra figlia esce così, le metto il burqa –

Il ragazzo di Pì aggiunge – Ragazzi, dopo questa serata ho preso coscienza che c’è rimasto il circolo della bocciofila.-

Andiamo a chiedere un cocktail, ma la maggior parte di quelli che chiediamo non vengono fatti. Possono proporci solo dei lime.

Ci suggeriscono una finta capiroska alla fragola, ma la barista ci tiene a puntualizzare – E’ simile ma non è la stessa cosa-

La beviamo, ed effettivamente non è male.

Dopo un paio d’ore siamo fuori dal locale. La maggior parte dei ragazzini si accalca nel locale per entrare, noi siamo quelli che usciamo.

E’ l’una di notte e noi crolliamo di sonno in macchina, un po’ sfiniti, un po’ depressi.

Abbiamo 30 anni ma ieri sera ce ne avevano cuciti addosso almeno il triplo.

venerdì 26 novembre 2010

Punti chi la spunta

- Pronto…. Ciao…. Si ti chiamavo perché sto tornando a casa…. Non mi sento tanto bene… mi sa che salto la palestra e mi metto sotto le coperte…. –

Fab risponde dall’altra parte del filo, particolarmente affettuoso

- Si cucciola, mettiti sotto le coperte, prenditi un’aspirina e rimani a letto. Non mi far stare in pensiero…. Che appena arrivo a casa cucino io….-

Addirittura?????????????????????????????? Cucina lui??????????

- Magari possiamo prendere pure una pizza dal pizzaiolo di fronte e ce la mangiamo a casa–

- Si, anche…..tu non ci pensare…. faccio tutto io, pensa solo ad andare a letto e riposarti ….. –

Mi sento un po’ come quando da piccola ero malata e avevo mamma tutta preoccupata intorno a me, che mi riempiva di coccole e tenerezze

- Ok….a dopo allora….- sto per riattaccare

- No aspetta un attimo…..ti devo dire una cosa prima di chiudere-

Silenzio

Poi ricomincia – Mi hanno tolto due punti di patente…. Non è che possiamo dare i dati della tua patente? –

Silenzio, questa volta io. Ecco perché voleva cucinare lui….

Riprende questa volta tentennante dato il mio silenzio.

- Tu non guidi quasi mai…. Hai tutti i punti di patente… anche di più….perchè ogni 2 anni te ne aggiungono 2 –

- Io non ho mai barato….. nemmeno a scuola….. perché dovresti fregarmi i miei punti di patente? Questo è barare…. –

- Capirai a scuola ero il numero uno nel fregare la maestra….Dio ma quanto dovevi esser stata secchiona tra i banchi di scuola….ad ogni modo ma tu che te ne fai? Di questi punti dico??? Generalmente guido io….. e poi non è che vinci la macchina a fine anno se li conservi tutti –

…….

Inizio a scaldarmi.

- E allora vorrà dire che me li farò caricare sulla scheda della SMA e mi compro un frullatore, o quella di Sephora in cambio di un piega-ciglia –

Cambia tattica... la strategia del picchio....."non mollare fino allo sfinimento delle forze dell'avversario"

- Eddai….. non fare la capricciosa…. Regalami questi due punti di patente.... due punti non ti chiedo tanto.... due punti -

- Piuttosto mi ingoio la patente –

- Ok….. ora calmati…. 2 punti sono solo due punti e poi fra due anni te li ridanno….-

- 4 anni, se vogliamo esser precisi, non 2….Perché te li hanno tolti? Parcheggi fantasiosi???? –

- Mmmmm potrebbe…. e poi cosa hai da dire sui miei parcheggi fantasiosi???? E’ una tecnica partenopea…. Qui a Roma non la capiscono…. L’ho sempre detto che questa città mi castra artisticamente –

- Quello che da voi è nota come arte urbana nel resto del nome è chiamato codice della strada –

Lo sento sbuffare dall’altra parte del filo

- Ok, non me li dare questi due punti..... ma quando alla prossima festa di amici ci presenteremo con il triciclo di mia nipote, ricordati che avresti potuto evitarlo….-

mercoledì 24 novembre 2010

Sopravvissuta ai cartoni animate della mia età: il caso Georgie

Anche se la storia dei diritti dell’infanzia ha fatto cambiare a tutti il profilo facebook con un’immagine dei cartoni animati, facendoci tutti diventare nostalgici mi sento di scrivere lo stesso questo post, che avevo in mente da diverso tempo.

Ma come abbiamo fatto a sopravvivere senza il ricorso di un aiuto psicologico ai cartoni animati della nostra età??? Veramente è un mistero che potrebbe essere annoverato tra quelli di Fatima…


Mamma vuoi che il tuo bambino si deprima? Propinali Candy Candy e il gioco è fatto!

Con l’ape Maia probabilmente, non solo sarà così depresso da suicidarsi ma si farà saltare in aria da kamikaze coinvolgendo l’intera classe d’asilo.

A seguito della visione di Mimì Ayuara probabilmente ti minaccerà di rivolgersi ad un avvocato se decidi di fargli intraprendere un qualsiasi sport.

Mamma vuoi creare al tuo pargolo dei dubbi sulla propria identità sessuale? Niente di più facile … c’è Lady Oscar….

Oppure hai mai pensato di confondergli le idee sulla morale e l’etica? Ecco a voi che entrano in scena quei ladri patentati di Lupin e Occhi di Gatto.

Su tutti, dico tutti c’è poi sempre una ventata di tristezza. Evidentemente negli anni 70 ci deve esser stata una moria di genitori di cartoni animati, perché i cartoni che ti propinavano negli anni 80 erano tutti una manica di orfani e di trovatelli.

Come ho detto in un post precedente io ho amato Mila e Shiro, perché era una sana scema in mezzo a questa onda di depressi cronici e di sfigate.

Ma ora arriviamo all’argomento del post. Il caso Georgie. Probabilmente seguiranno altri post su altri cartoni animati.

Comunque Georgie sicuramente meritava una trattazione a parte.

Se volete dare una sana lezione di vita a vostra figlia, Georgie farà al caso vostro! Una “zoccola” con la faccia da angelo. E’ l’abbinamento delle due qualità che a mio parere rende il risultato di indubbio successo, perché se sei solo zoccola o solo faccia d’angelo farai poca strada figlia mia, ma se sei entrambe le cose….. pfuuuuuuuuuuuu puoi raggiungere veramente risultati mai sperati.

Mia madre probabilmente non si è mai resa conto di che cosa fosse Georgie veramente, perché altrimenti me ne avrebbe sicuramente censurato la visione.

Probabilmente si è sempre fermata all’immagine di trovatella (guarda caso…chi lo avrebbe mai detto….) cresciuta con i fratelli adottivi Abel e Arthur e innamorato di un ragazzo biondo Lowell.

Ma chi come noi ragazzini vedeva quel cartone animato, sapeva benissimo che Georgie era una
che ad una lucciola della Palmiro Togliatti le insegnava il mestiere.

Georgie è l’oggetto di desiderio di Arthur, Abel, Lowell….i primi due sono anche i suoi fratelli…insomma un allegro triangolo anche un po’ promiscuetto.

La nostra faccia d’angelo ha inoltre il nudo facile in diverse scene…. Ve ne sottopongo alcune…Trovate indicato sotto il momento della scena per andare più rapidi


(t: 06:30) episodio 21

biricchina la nostra Georgie


(T:06:20) episodio 21

cavoli se sei birichina


(t:01:36) episodio 27

in questa scena il più saggio in quella casa mi sembra il cane…. Che copre la padrona

(t: 08.10) episodio 41

Che dire…….
I cartoni animati degli anni 80 sotto certi aspetti sono proprio educativi….

lunedì 22 novembre 2010

Lezioni d'amore in metro

Sono in metro che torno verso a casa e stranamente trovo posto.

Affianco a me, una ragazzina e una donna non più giovane. Capisco dai loro discorsi che sono nonna e nipote. Dai vestiti che portano si evince che sono di ottima famiglia romana.

La nipote deve aver confidato alla nonna che si è lasciata da poco con il suo ragazzo. La ragazza avrà una ventina d’anni.

La nonna prende dalla borsa una penna e un blocco e dice

- Sei ancora molto piccola… e vedrai che ci saranno altre delusioni…. Non è facile trovare la persona giusta –

Poi segna dei cerchi sul blocco. Come questi.





La storia tua e di Michele era come questi cerchi. Vivevate in simbiosi.

Inizialmente sembra molto bello, ma poi era naturale che uno avrebbe soffocato la personalità dell’altro. Non sapevate vivere l’uno senza l’altro, perché vi pensavate solo come coppia.

Normalmente rapporti così uniti, terminano o in una rottura o in un rapporto di questo genere.






In questo tipo di rapporto, una persona domina l’altra. Una è dominante e l’altra è succube.

Il giusto rapporto, anche se ora ti può sembrare strano è un rapporto di questo tipo






Può sembrare strano, ma questo è l’equilibrio giusto.

Devi imparare a stare bene in coppia ma anche a star bene da sola. Devi crescere, fortificarti, capire cosa fa stare bene te, e poi capire cosa fa stare bene voi insieme. E la stessa cosa dovrà fare lui.

Sarete una coppia stabile solo se riuscirete ad essere due persone stabili.

Quando penserai al voi, non dovrai mai scordarti di pensare anche al te.

Io e la nipote siamo rimaste a bocca aperta, imbambolate davanti a quei cerchi incrociati. Si anche io… mi ero così innamorata di quella scena che per poco non decido di andare a casa con loro….

venerdì 19 novembre 2010

Insegnamenti

Mamma per me significa dolcezza, papà per me significa forza.

Nella mia famiglia, nella mia mente i miei genitori avevano dei ruoli ben definiti. Ognuno di loro rientrava in un ruolo. Se da piccola avevo un problema, sapevo che dovevo semplicemente capire in che sfera esso rientrava, di conseguenza sarebbe stato facile capire di chi ne era la competenza.

In genere i problemi di cuore, di amicizia, di vita erano prerogativa di mia madre, quelli di soldi, di studio, di università erano competenza di mio padre.
Se qualche volta avevo bisogno di una consulenza su problemi di cuore da parte di mio padre, significava che era una cosa seria, ero alla canna di fucile, e mi serviva un consiglio oggettivo, distaccato.

Da piccola mio padre è stato un uomo molto rigido, militare ha cresciuto me e mia sorella come due soldatini.
Crescendo, ha allentato la presa dimostrando il suo lato complice.

Un genitore, da bravo genitore ha sempre un messaggio per il proprio figlio. Un messaggio importante.
Il messaggio di mio padre è il seguente: Tutti i problemi, qualsiasi essi siano, rientrano sempre nella categoria del “Bussola fottitene!!!!”

Oggi è il compleanno del mio papà. E questo è un piccolo pensiero per lui e per voi.

Qualsiasi cosa succeda imparate a fottervene!

Auguri papà


mercoledì 17 novembre 2010

La goccia caverà la roccia

Ieri sera avevo un forte mal di testa. Dopo aver dato di stomaco tre volte, giaccio sdraiata sul divano con la testa sulle gambe di Fab.

Lui mi accarezza i capelli dolcemente, e mi dice cose carine per tirarmi su il morale

- ….Stare con te ha cambiato la mia visione di coppia. Prima ero allergico ai rapporti seri, mentre ora …. Ti dirò mi piace pensare al futuro…. Non ci crederai ma al lavoro parlando di te dico “mia moglie” –

Alzo la capoccina un po’ ringalluzzita da quello che ha detto

- Ma le mogli normalmente hanno un anello pegno d’amore non trovi? –

Rimane interdetto per due minuti e poi ridendo ribatte

- Ma è possibile che te devi sparare cazzate pure quando stai male? –

La mia non era una battuta. Ricrollo esanime sulle sue gambe.

lunedì 15 novembre 2010

Obiettivo mancato

Siamo in un centro commerciale e mentre aspettiamo in maniera oziosa che passi il tempo prima dell’appuntamento con amici, Fab mi dice

- Però questa cosa che quest’anno sappiamo già in anticipo i rispettivi regali di Natale non mi piace….. Io preferisco il gusto della sorpresa –

- Maddai….. ce lo siamo detto un sacco di volte…. Non mi va che poi spendiamo dei soldi e compriamo qualcosa che magari all’altro non piace e rimane buttato in un armadio o in un ripostiglio per diversi anni finchè non arriva il momento di buttarlo –

Rimane un po’ pensoso per qualche momento e poi gli si accende la lampadina….

- Ok, senti se ti piace quest’idea…. Andiamo davanti al negozio di orologi…. Ne vediamo insieme alcuni e ti dico cosa ti comprerei io…. Se le mie scelte corrispondono ai tuoi gusti… io mi sono guadagnato il diritto alla scelta e ti faccio una sorpresa secondo i miei gusti a Natale …. Se invece toppo appieno i modelli…. Amen…. Vorrà dire che ci sarai anche tu quando ti prendo il regalo –

Non ho nulla da perdere, ed inoltre è un gioco divertente per ammazzare il tempo. Accetto.
Ci dirigiamo verso la prima gioielleria che ci capita a tiro e ci mettiamo con i nasi contro le vetrine dei modelli d’orologio

Fab guarda un po’ di modelli e decreta i suoi favoriti. Fa centro: sono anche i miei.
Rassicurata dell’affidabilità del ragazzo sulla scelta dei regali, con una certa naturalezza ed un’abilità che solo noi donne sappiamo cacciare, quasi per caso mi soffermo su un'altra vetrina della stessa gioielleria.
Guarda caso… quella dei solitari…..

- Belli questi anelli…. Non trovi? ….-

Si avvicina per buttare uno sguardo

- Oddio non mi dire che ti piacciono questi con sto brillocco….. –

- Quel brillocco si chiama diamante….. – puntualizzo

- Ah, ah….. no a me non piacciono proprio….. mancano di movimento…….sono piatti –

Concetto, come dire, opinabile.

- Tipo, quale secondo te sarebbe un anello dotato di movimento tra questi?….. –

Li guarda….ci pensa un po’ su e poi esordisce con un

- Non so…. Vabbè ma tanto che ci importa…. Noi stiamo qui per gli orologi e ho vinto la mia scommessa. –

Concetto questa volta meno opinabile.

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